By The Waves

by Marco de Tilla

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about

Marco de Tilla : double bass
Paolo Innarella : tenor sax & flute
Pietro Condorelli : guitar & Sadowski guitar
Leonardo De Lorenzo : drums
Giulio Martino : soprano sax on #1

credits

released February 28, 2008

By the Waves
Sulle onde del mare e della musica

La mia scelta di registrare un disco che narrasse del mare e dei venti è dettata dal fatto che in queste due passioni che mi hanno accompagnato per gran parte della vita (la vela, durante tutta la mia adolescenza, e la musica) ho ritrovato gli stessi sentimenti e emozioni, le stesse caratteristiche che riflettono i sogni e l’anima dell'uomo.
Tra le caratteristiche più affascinanti che accomunano musica e mare c'è, ad esempio, lo spirito di squadra, la condivisione di ogni piccolo movimento: bisogna entrare nello stesso flusso di energie, e se una persona si muove in modo contrario al gruppo la barca si ferma...o si interrompe e finisce la musica (è come se fossero due elementi nei quali ci si fonde...). Il rispetto del mare, poi, come di ogni singola nota suonata, è fondamentale. L'umiltà è essenziale e l’aggressività è nemica. Bisogna saper cavalcare la singola onda dove ci troviamo ed agire sempre in base al momento, senza mai dare nulla per scontato o scadere nell'ovvio e nel conosciuto: ogni giorno per mare è sempre diverso dall'altro, anche se abbiamo la stessa barca, lo stesso vento e onda, come ogni volta che si suona un brano è sempre diverso dall'ultima...
Nonostante ciò ci sono delle sensazioni che ci arrivano sempre da quel determinato brano o da quel determinato vento: come la musica ci trasmette gioia o amore o potere, così i venti hanno delle caratteristiche (che cambiano in ogni luogo a causa della conformazione della costa e delle differenze climatiche), che noi traduciamo in sentimenti, in base alle percezioni ed esperienze personali. Così io ho associato ogni brano di questo disco ad un determinato vento (secondo le caratteristiche e la denominazione dei venti nel golfo di Napoli), in base al confronto emozionale che mi arriva dal brano e dalla giornata di vela trascorsa con quel vento.
Ovviamente descrivere a parole queste sensazioni sarebbe per me impossibile o scadrebbe nella banalità e nell'incomprensione di termini che potrebbero avere mille diversi significati. Associando quindi ogni brano ad un vento non mi sentivo in grado di saper trovare le parole giuste per spiegare per quale motivo avevo fatto questo collegamento...così, ragionandoci sopra, ho scoperto che nelle corrispondenze che avevo immaginato ci sono delle relazioni anche di tipo differente, che abbracciano ad esempio la filosofia o la storia o la politica...o più semplicemente parlano di me.
Anche l'ordine della scaletta ha un suo criterio: i venti sono sempre accoppiati (SW e SE, poi E e W, poi NW e NE...) come se, osservando la rosa dei venti, ci fosse un percorso in cui l'unico punto di cambio (dove si interrompe quindi questo percorso) è sul Sud, quando comincia il “viaggio di ritorno”...probabilmente perché io sono un uomo del Sud, o perché Napoli è una città del Sud... Inoltre se ci si fa caso, il percorso precedente crea una S sulla rosa dei venti. (Il tema del viaggio è molto presente nel disco: tutto il disco è visto sia come una singola uscita per mare, sia come il viaggio della vita, che ripercorre tutte le stagioni, e segue la direzione del sole).
C’è inoltre una grande differenza tra i punti cardinali più famosi (N, W, E, S) e le loro posizioni intermedie (NE, SE, NW, SW). Nonostante le direzioni dei quattro punti cardinali siano di maggiore rilievo, i venti più importanti provengono dalle direzioni intermedie. Ho cercato di trattare in maniera differente queste due categorie di venti, accostando solo a quelli più importanti il nome di un sentimento, e parlando differentemente in prima o in terza persona.
La nostra giornata di vela sta volgendo quindi al termine. Viaggio di Ritorno è quindi il pezzo fulcro del disco, dove finisce un percorso, un viaggio, e si riprende dolcemente la strada di casa; cala la sera e si torna in porto con l'ultima brezzolina (prima della calma piatta) che ci aiuta a ritornare a terra, stanchi di una giornata di vento in cui l'energia della musica è passata attraverso il nostro corpo.


- SW - Libeccio – Key / Once Upon A Time in America (M. de Tilla / E. Morricone)
Il Ricordo. Una sensazione di gioia, di enorme gioia: c’è il sole, una piccola nuvola bianca che da movimento alle giornate e il sogno di un qualcosa di eterno.
Il libeccio è il vento con il quale ricordo in modo più intenso e chiaro il periodo in cui ho fatto vela: quelle giornate del periodo primaverile piene di sole e di quel vento fresco, necessario per divertirsi. Questo pezzo mi da quelle stesse sensazioni di gioia.
Il Ricordo: “Key” è un pezzo che ho già suonato nel mio primo disco ed è dedicato ad uno dei ricordi più belli della mia vita. Tutto il film “C’era una volta in America” si basa sul ricordo, la memoria dei sogni della gioventù. La “piccola nuvola bianca” si riferisce a quelle piccole difficoltà dell’adolescenza che danno colore e movimento alla vita, come una nuvola in un quadro.

- SE - Scirocco – Open Heart (Marco de Tilla)
La Fiducia Il caldo afoso opprime i popoli dei deserti: si scontrano con onde alte e irregolari. Ma forse, ascoltando il cuore, si può avvistare terra.
Lo Scirocco è il vento proveniente dalla Siria (alcuni venti prendono il proprio nome dai paesi che si trovano nella direzione del vento rispetto al centro del mediterraneo, il quale, collocato nell’isola di malta, è considerato anche come centro geografico della rosa dei venti). – L’introduzione di contrabbasso riprende le sonorità di strumenti arabi come l’Oud. La ritmica in 5/4 ondeggiante rispecchia l’onda lunga dello Scirocco. “Open heart”: il mio cuore è aperto per le popolazioni del medio oriente e per i popoli che sono oppressi dalla politica delle nazioni, ma la salvezza si trova nella Fiducia, nella fede. Lo scirocco è un vento molto pericoloso e irregolare e richiede molta attenzione nella conduzione della barca.

- E – Levante – Funny Man (Bill Evans)
Sorge il sole. Bill Evans. Guardo il tempo alle mie spalle.
L’Est è il punto cardinale dove sorge il sole. In questo brano e nel brano successivo immagino me che cammino nella stessa direzione in cui cammina il sole, cioè da Est a Ovest. Alle mie spalle ho quella che si definisce la “tradizione” del jazz (il passato), la luce del jazz, rappresentata qui da Bill Evans. Davanti a me invece ho il faro, la mia luce (il futuro), che cerco di raggiungere, in quella ricerca infinita che è la vita.
Il sole inoltre è molto presente in questo brano: basta ascoltare l’assolo di Pietro, che riporta con la mente a João Gilberto e al Brasile.

- W – Ponente – Lighthouse (Marco de Tilla)
Tramonta il sole. Devo seguire quella luce, la mia luce.
Come il levante è il punto cardinale dove sorge il sole, così il ponente, cioè l’Ovest è quello dove tramonta, dove cioè andremo a finire, dove siamo diretti, nella direzione che ci indica il faro (the lighthouse), che rappresenta metaforicamente le nostre ambizioni, i nostri desideri.

- NW - Maestrale – Nightlake (Richie Beirach)
La Passione. Il tempo è oscuro: ogni cosa nell’aria è tetra. L’armonia della natura si rende più complessa e sfuggente.
Nightlake è un brano dai colori molto scuri, dalle armonie complesse, molto enigmatico e serio, notturno, quindi il vento più appropriato è sicuramente il maestrale, vento del Nord (Nord-Ovest per la precisione). Nelle giornate di maestrale c’è sempre quell’aria tetra, fredda, spesso anche tesa, del clima che proviene dal continente. Il nostro umore spesso cambia in base alle condizioni climatiche (si dice meteoropatico), ma anche in base a quello che suoniamo e ascoltiamo. Questo è uno dei pezzi più oscuri che ho suonato. Così come potrebbe essere oscura la passione per una donna.

- NE – Grecale – Stranatole (Marco de Tilla)
La forza Il vento è teso, lotta per il potere. E’ il gioco dell’Olimpo. Svelti a tenere salda la struttura.
Il Grecale è un vento freddo e teso, molto rafficato, che da una forte sensazione di instabilità, a causa della forte velocità della barca, ma trasmette anche quel divertimento da montagne russe. Musicalmente Stranatole è il pezzo che più rispetta quelle sensazioni. Ho detto ai musicisti di improvvisare in questo brano liberi dalle armonie e dal ritmo, mantenendo però sempre salda la struttura armonica e melodica, cioè l’assetto della barca. Le olimpiadi, nate in Grecia, e lo sport in generale, danno gli stessi sentimenti di competizione e, contemporaneamente, di desiderio di potere.

- S – Ostro – Viaggio di Ritorno (Marco de Tilla)
Avvisto Cartagine ormai lontana, stanco di un lungo viaggio. Il tempo ci tiene ancora separati da casa, ma nei miei accordi rifletto il ritorno.
Nell’epica di Virgilio, Enea, dopo essere rimasto a Cartagine per lungo tempo, decide di seguire il proprio destino, che lo porterà a fondare la civiltà di Roma. Lascia quindi la sua amata Didone e salpa da Cartagine spinto dall’ostro. In questo brano c’è un po’ la stanchezza di anni trascorsi lontano da casa e il desiderio, quasi rassegnato di tornare nella propria dimora, caratteristica molto presente nell’epica di Virgilio e Omero: il più famoso viaggio di ritorno infatti è quello di Ulisse, dove i venti hanno avuto un ruolo fondamentale.
Anche nell’armonia della composizione c’è un viaggio di ritorno, perché circa a metà brano gli accordi iniziano a procedere in modo speculare, tornando indietro. Nell’introduzione di Pietro c’è, analogamente, un moto contrario delle voci, che riprende proprio l’idea di un ritorno.

- N – Tramontana – Pomeriggio d’ Autunno (Leonardo De Lorenzo)
“Avevo in mente la fotografia di una strada tra i Monti. Le foglie secche a terra spostate dal vento”. Leonardo De Lorenzo
la tramontana è un vento che si può trovare spesso nei pomeriggi d’autunno. Secondo alcuni il nome deriva dalla locuzione latina intra montes riferita al fatto che spira dal cuore delle Alpi, ovvero dal nord storicamente conosciuto dai romani.
Quando ho chiesto a Leo cosa ha immaginato quando ha scritto questo pezzo, lui mi ha risposto: “avevo in mente la fotografia di una strada di montagna in un soleggiato pomeriggio autunnale con le foglie secche a terra spostate dal vento”.

- Calma Piatta (assenza di vento) – Someone Again (Pietro Condorelli)
“Someone again” è l´ultimo pezzo, la fine del viaggio. Siamo giunti a casa, consapevoli che ci sarà un altro viaggio o che qualcun altro lo farà al posto nostro. Tutti i venti finiscono con la calma, di sera... così anche il disco finisce con l’assenza di vento. La calma si trasmette in questo pezzo: è l’unico brano con il flauto; la parte finale va scemando e si allarga ritmicamente e melodicamente; la batteria quasi non suona per tutto il pezzo.
Giunge la sera, il vento va a calare pian piano, e per mare si inizia a ascoltare quel silenzio che ti penetra nelle ossa, quella sensazione di pace che ti circonda lentamente, che ti fa vivere...



...di solito, quando si parla di qualcosa, e poi saltano alla mente dei collegamenti, delle associazioni di idee, e da un argomento si passa ad un altro, l’espressione che si utilizza è “a proposito”, che in inglese si traduce “by the way”. Tuttavia la strada (the way) che io percorro in mare e in musica è quella delle onde (the waves), e così è nato By the Waves.

Marco de Tilla

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about

Marco de Tilla Salerno, Italy

Studies: R.Zurzolo, E.Calzolari, A.Vigorito, F.Di Castri, P.Leveratto, D.Deidda

Masterclass: D.Holland, L.Grenadier, S.Colley, B.Tommaso, D.Oatts, D.Rea

Collab: A.Faraò, N.Winstone, P.Fresu, J.Girotto, E.Cisi, D.A.Gross, A.Rudolph

Festivals: Prishtina (KOSSOVO), Marsiglia (FRANCE), Damasco (SYRIA), Ravello, Villa Celimontana, BJCEM, Pomigliano Jazz

Teaching: Conservatorio di Napoli e Potenza
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